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Notizia 29/03/2020

❌ ❌ Covid-19 ❌ , un po' di ossigeno per MUTUI e FINANZIAMENTI, arriva la MORATORIA






👉 Il decreto legge ‘Cura Italia’ prevede una moratoria per le micro (le cc.dd. partite IVA), piccole e medie imprese (PMI), i professionisti e le ditte individuali, i quali beneficiano complessivamente di una moratoria su un volume complessivo di prestiti stimato in circa 220 miliardi di euro.
👉 Vengono congelate fino al 30 settembre linee di credito in conto corrente, finanziamenti per anticipi su titoli di credito, scadenze di prestiti a breve e rate di prestiti e canoni in scadenza.

➡️ IN COSA CONSISTE LA MORATORIA?
Gli importi accordati dalla banca o dall’intermediario finanziario non possono essere revocati fino al 30 settembre 2020;
La sospensione fino al 30 settembre 2020 del pagamento delle rate o dei canoni di leasing in scadenza prima del 30 settembre 2020, per i mutui e gli altri finanziamenti a rimborso rateale.
È facoltà dell’impresa chiedere la sospensione dell’intera rata o dell’intero canone o solo della quota capitale.

➡️ CHI PUO' ACCEDERE ALLA MORATORIA?
Le micro, piccole e medie imprese (PMI), operanti in Italia, appartenenti a tutti i settori, i lavoratori autonomi titolari di partita IVA.

➡️ QUALI SONO I REQUISITI PER OTTENERE LA MORATORIA?
I soggetti di cui sopra, al momento dell’inoltro della comunicazione, devono essere in bonis, vale a dire non avere posizioni debitorie classificate come esposizioni deteriorate, ripartite nelle categorie sofferenze, inadempienze probabili, esposizioni scadute e/o sconfinanti deteriorate. In particolare, non deve avere rate scadute (ossia non pagate o pagate solo parzialmente) da più di 90 giorni. Può ricorrere alle moratorie anche l’impresa che comunque è in bonis anche se ha già ottenuto misure di sospensione o ristrutturazione dello stesso finanziamento nell’arco dei 24 mesi precedenti.

➡️ COME SI PRESENTANO LE DOMANDE ?
Tutte le banche, intermediari finanziari vigilati e altri soggetti abilitati alla concessione del credito in Italia devono accettare le comunicazioni di moratoria, se ovviamente le stesse comunicazioni rispettano i requisiti previsti dal Decreto legge “Cura Italia”. Le comunicazioni possono essere presentate dalle imprese dall’entrata in vigore del Decreto legge “Cura Italia”, cioè dal 17 marzo 2020. La comunicazione può essere inviata da parte dell’impresa anche via PEC, ovvero attraverso altri meccanismi che consentano di tenere traccia della comunicazione con data certa. Le banche possono inoltre offrire ulteriori forme di moratoria, ad esempio quelle previste dall’apposito accordo tra l’Abi e le rappresentanze di impresa, ampliato e rafforzato il 6 marzo scorso.

➡️ COSA INDICARE NELLA DOMANDA?
Nella comunicazione si deve tra l’altro autodichiarare:
1) il finanziamento per il quale si presenta la comunicazione di moratoria;
2) “di aver subito in via temporanea carenze di liquidità quale conseguenza della diffusione dell’epidemia da COVID-19”;
3) di soddisfare i requisiti per la qualifica di microimpresa, piccola o media impresa;
4) di essere consapevole delle conseguenze civili e penali in caso di dichiarazioni mendaci ai sensi dell’art. 47 DPR 445/2000.

❓ ❓ MA CONVIENE ❓ ❓
Da un punto di vista strettamente economico, ci sono soluzioni più convenienti, come abbiamo già scritto, come la rinegoziazione o la surroga dei mutui.
⚠️ Tutte le soluzioni indicate nel decreto in esame comportano infatti il pagamento di più interessi.
Ad ogni modo, per chi è in difficoltà ed ha come obiettivo primario quello di superare il periodo di emergenza rinviando il più possibile i propri impegni finanziari il “cura Italia” può essere la soluzione.

🤝 L’Associazione è pronta con il proprio staff legale a valutare per tinti i propri associati la soluzione più conveniente ovvero a presentare tempestivamente la domanda di moratoria.
Amico del Consumatore è al tuo fianco, come sempre.

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Notizia 27/03/2020

❌ Covid-19 – VIAGGI RIMBORSATI, SOLO SE TI MUOVI PER TEMPO ‼️






👉 Le recenti disposizioni normative emesse in conseguenza del Coronavirus hanno previsto il RIMBORSO dei TITOLO DI VIAGGIO e dei PACCHETTI TURISTICI, ma in presenza di certi presupposti e a condizione che le domande siano inviate tempestivamente.

⚠️ Il concetto è chiaro, l’emergenza sanitaria ed i provvedimenti restrittivi – emessi ormai in tutto il mondo – configurano (ai sensi e per gli effetti dell'articolo 1463 del c.c.) una IMPOSSIBILITA’ SOPRAVVENUTA della prestazione dovuta in relazione ai contratti di trasporto aereo, ferroviario, marittimo, nelle acque interne o terrestre stipulati.

➡️ CHI HA DIRITTO?
✅ 1) I soggetti nei confronti dei quali, a causa del Covid-19, è stato disposto il ricovero, la quarantena ovvero un provvedimento di divieto di allontanamento;
✅ 2) i soggetti che hanno programmato soggiorni o viaggi con partenza o arrivo nelle aree interessate dal contagio (come individuate dai decreti adottati dal Presidente del Consiglio dei ministri ai sensi dell'articolo 3 del DL n. 6 del 23/02/20, con riguardo ai contratti di trasporto da eseguirsi nel periodo di efficacia dei predetti decreti);
✅ 3) i soggetti che hanno programmato la partecipazione a concorsi pubblici, a manifestazioni o iniziative di qualsiasi natura, a eventi e a ogni forma di riunione in luogo pubblico o privato, anche di carattere culturale, ludico, sportivo e religioso, annullati, sospesi o rinviati dalle autorità competenti - nel periodo di efficacia dei predetti provvedimenti sopra richiamati;
✅ 4) i soggetti intestatari di titolo di viaggio, acquistati in Italia, aventi come destinazione Stati esteri, dove sia impedito o vietato lo sbarco, l'approdo o l'arrivo in ragione della situazione emergenziale epidemiologica da COVID-19.

➡️ COME PROCEDERE?
I soggetti interessati dal provvedimento devono inviare apposita ✅ RICHIESTA AL VETTORE allegando il titolo di viaggio e, nell'ipotesi di cui alla lettera 3), la documentazione attestante la programmata partecipazione ad una delle manifestazioni, iniziative o eventi annullati.
Le disposizioni di cui ai commi 2 e 3 trovano applicazione anche nei casi in cui il titolo o il pacchetto turistico sia stato acquistato per il tramite di una agenzia di viaggio.

➡️ QUALI I TERMINI?
La richiesta di rimborso deve essere inviata al vettore
✅ entro (trenta) 30 GIORNI decorrenti: dalla cessazione delle situazioni di quarantena ovvero dal provvedimento restrittivo, oppure – negli altri casi - dall'annullamento, sospensione o rinvio dell’evento (punto 3), ovvero dalla data prevista per la partenza, nell'ipotesi ulteriori ipotesi

➡️ EFFETTI DEL RECESSO
Il vettore, entro quindici giorni dalla richiesta, procede al rimborso del corrispettivo versato per il titolo di viaggio ovvero all'emissione di un voucher di pari importo da utilizzare entro un anno dall'emissione. In caso di pacchetti turistici, l'organizzatore può offrire al viaggiatore un pacchetto sostitutivo di qualità equivalente o superiore, può procedere al rimborso nei termini previsti dai commi 4 e 6 dell'articolo 41 del citato decreto legislativo 23 maggio 2011, n. 79, oppure può emettere un voucher, da utilizzare entro un anno dalla sua emissione, di importo pari al rimborso spettante.

📌 Cfr. Art. 28, DECRETO-LEGGE 2 marzo 2020, n. 9 Misure urgenti di sostegno per famiglie, lavoratori e imprese connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19. (20G00026) (GU n.53 del 2-3-2020)

👉L'ASSOCIAZIONE E' A DISPOSIZIONE DI TUTTI GLI ASSOCIATI PER L'INVIO DELLE DOMANDE DI RIMBORSO.


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Notizia 25/03/2020

❌ Covid-19: 10 REGOLE da tenere a mente per sapere COSE È VIETATO E COSA NO ❌






👉 Come richiesto da molti dei nostri associati, cerchiamo di fornire uno schema sulle ulteriori restrizioni in vigore dal 23 marzo al 3 aprile.

⚠️ SPOSTAMENTI, LAVORO, ATTIVITA’ ALL’APERTO, vediamo cosa è consentito e cosa no, per evitare sanzioni e RISPETTARE LE REGOLE nell'interesse di TUTTI.
In linea di massima, sono consentiti solo gli spostamenti necessari, mentre per il resto sono consentite solo attività individuali, nelle immediate vicinanze di casa (200 metri). Vediamo meglio in concreto.

➡️ 1. È CONSENTITO USCIRE DI CASA?
Si, ma solo in tre casi: “per spostamenti motivati da comprovate ESIGENZE LAVORATIVE, SITUAZIONI DI NECESSITA’ o per MOTIVI DI SALUTE”, come previsto dal DPCM del 9 marzo 2020.

➡️ 2. QUALI SONO LE “COMPROVATE ESIGENZE LAVORATIVE”?
Si deve essere in grado di dimostrare che si sta andando (o tornando) al lavoro, anche tramite l’autocertificazione.

➡️ 3. QUALI SOLO LE “SITUAZIONI DI NECESSITA’”?
L’acquisto di beni essenziali (fare la spesa, acquistare farmaci, per es.) - anche per familiari non autosufficienti.

➡️ 4. È CONSENTITO CORRERE NEI PARCHI?
No, è vietato “l'accesso del pubblico ai parchi, alle ville, alle aree gioco e ai giardini pubblici”, così come è proibito “svolgere attività ludica o ricreativa all'aperto”.

➡️ 5. È CONSENTITO FARE ATTIVITA’ MOTORIA?
Si, a certe condizioni: individualmente ed in prossimità della propria abitazione.

➡️ 6. È CONSENTITO UTILIZZARE LA BICICLETTA?
Soltanto per le ragioni e con i limiti di cui sopra (punti 1-5).

➡️7. È CONSENTITO USCIRE PER ACQUISTARE BENI DIVERSI DA QUELLI ALIMENTARI?
Sì, ma solo per acquistare prodotti rientranti nelle categorie espressamente previste dal dpcm 11 marzo 2020, la cui lista è disponibile negli Allegati 1 e 2. Restano infatti aperte una serie di attività commerciali, riguardanti – per esempio - computer, attrezzature per le telecomunicazioni ed elettrodomestici; ferramenta e vernici; articoli igienico-sanitari, materiali ortopedici; articoli di profumeria e saponi e detersivi. Rimangono aperte anche le edicole, ottici e tabaccai, poste, banche ed assicurazioni.

➡️ 8. È CONSENTITO AI GENITORI SEPARATI O DIVORZIATI ANDARE A TROVARE I FIGLI?
Sì, gli spostamenti per raggiungere i figli minorenni presso l’altro genitore o comunque presso l’affidatario, oppure per condurli presso di sé, sono consentiti, coerentemente con le modalità stabilite dal giudice.

➡️ 9. È CONSENTITO USCIRE DI CASA PER GETTARE I RIFIUTI O PORTARE A SPASSO IL CANE?
Sì, nelle vicinanze di casa e senza assembramenti e mantenendo la distanza di almeno un metro da altre persone. È consentito, recarsi dal veterinario.

➡️ 10.SONO CONSENTITI I LAVORI DI RIPARAZIONE NELLA CASA IN CUI SI DIMORA?
Possono essere effettuate solo le attività di installazione di impianti elettrici, idraulici e altri lavori di costruzione e manutenzione non rinviabili.

⚠️ Infine, OCCORRE avere sempre una AUTOCERTIFICAZIONE CON SÉ?
👉 Più che altro, OCCORRE AVERE GIUSTIFICATI MOTIVI PER USCIRE ❗️
Perché l'autocertificazione potrà essere resa seduta stante sui moduli in dotazione alle forze di Polizia incaricate di effettuare i controlli.

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Notizia 25/03/2020

⚠️ SCUOLE CHIUSE 👶👧 , PALESTRE CHIUSE 🏋️‍♀️🏋️‍♂️ …IL PAGAMENTO RIDOTTO E’ UN TUO DIRITTO!






👉 La chiusura di molte attività dovuta ai provvedimenti del Governo sta incidendo sui vari rapporti sociali e commerciali.

👉 In molti casi, può accadere che una prestazione non sia possibile e quindi CHI HA GIA’ PAGATO ovvero SI E’ IMPEGNATO A PAGARE per un servizio (temporaneamente inibito dal Governo) potrebbe trovarsi nell'impossibilità di ricevere la prestazione richiesta.

➡️ Si configura pertanto una vera e propria “IMPOSSIBILITA’ SOPRAVVENUTA” parziale, IPOTESI REGOLAMENTATA DALLA LEGGE (v. art. 1464 cc).

➡️ Sicché, QUANDO LA PRESTAZIONE DI UNA PARTE E’ DIVENUTA SOLO PARZIALMENTE IMPOSSIBILE, l’altra parte ha diritto a una corrispondente riduzione della prestazione da essa dovuta, e può anche recedere dal contratto qualora non abbia un interesse apprezzabile all’adempimento parziale.

FACCIAMO UN ESEMPIO: chi ha pagato la retta (o deve pagare la retta) per una scuola privata ovvero per un abbonamento ad una palestra, ha diritto ad una “RIDUZIONE DEL PREZZO” CORRISPONDENTE AL PERIODO DI CHIUSURA (FORZATA) della scuola – la quale non può pretendere il pagamento delle rette nel periodo di chiusura. Ma vi possono essere altri casi con analoghe conclusioni.

🤝 Amico del Consumatore offre a tutti gli associati una guida per verificare come incide … il virus nei contratti in essere.

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Notizia 21/03/2020

❗️Covid-19, il Coronavirus e la QUASI SOSPENSIONE dei MUTUI.. 🏛💰






👉 Con il decreto «cura Italia» (18/2020) il Governo ha esteso la moratoria sui mutui prima casa, già concessa con il Dl 9/2020 a chi si è visto SOSPENDERE O RIDURRE L’ORARIO DI LAVORO per almeno 30 (trenta) giorni. Pertanto, nei prossimi nove mesi anche i LAVORATORI AUTONOMI potranno richiederla se certificano di aver subìto PERDITE pari al 33% SUL FATTURATO (sul trimestre successivo a febbraio 2020 rispetto all'ultimo trimestre 2019) – senza limitazioni di reddito e quindi senza che sia necessaria alcuna documentazione ISEE.

❌ Tuttavia NON E’ TUTTO COSI’ SEMPLICE come si potrebbe pensare …o sperare.

👉 La procedura di sospensione richiede l'intervento della propria BANCA, alla quale andrà presentata la domanda. Non sono però ancora chiare le modalità operative ma comunque bisogna farsi trovare preparati – anche perché il fondo non è illimitato. Stiamo parlando di un Fondo di solidarietà di circa 400 milioni di Euro, rivolto soltanto ai mutui “PRIMA CASA”. Oltretutto, l'immobile acquistato non deve superare 250 mila Euro.

❌ La DOCUMENTAZIONE NECESSARIA per accedere al Fondo.
👉 Come si è detto, niente ISEE, in questo caso, ma basta un’AUTOCERTIFICAZIONE per le PARTITE IVA che dovranno dichiarare di aver registrato (sulla base delle dichiarazioni Iva) in un trimestre (o in un minor lasso di tempo) successivo al 21 febbraio 2020 un CALO del proprio FATTURATO superiore al 33% del fatturato risalente all’ultimo trimestre 2019, a causa delle restrizioni operate per contenere l’emergenza da Coronavirus. Si attendono comunque chiarimenti sul punto, in quanto non è ancora chiaro cosa si debba intender per “un minor lasso di tempo” - vedremo meglio nei prossimi giorni.

❗️ Analogamente, è atteso un decreto attuativo del Mef che dovrà “modulare” la durata della sospensione per quanto riguarda la diversa fattispecie di chi ha subìto una riduzione dell’orario di lavoro o la sospensione dall’attività.

⚠️⚠️ ATTEZIONE ⚠️⚠️
👉 Dal punto di vista strettamente economico, si deve considerare che la SOSPENSIONE DEL MUTUO POTREBBE NON ESSERE NEMMENO CONVENIENTE - seppure utile per superare una situazione di emergenza.
➡️ In sostanza, dopo la sospensione del mutuo (che blocca la sola quota capitale) riparte il rimborso, con conseguente ALLUNGAMENTO DEL PIANO DI AMMORTAMENTO - pari alla durata della sospensione - e il mutuatario dovrà CORRISPONDERE COMUNQUE alla banca ANCHE LA META’ DEGLI INTERESSI MATURATI sulle rate non versate.

✅ Pertanto, per chi può sostenere questo periodo di crisi – almeno nel breve – può risultare a volte più conveniente procedere con una RINEGOZIAZIONE ovvero una SURROGA DEL MUTUO in essere, per rinegoziare tassi e tempi ossia ottenere rate più basse, magari beneficiando dell’IRS (l’indice di riferimento per i mutui a tasso fisso) ancora in discesa.

👉L’Associazione resta a disposizione di tutti gli associati per una valutazione del mutuo in essere al fine di valutare la soluzione più efficace e conveniente.
👉 Ricordiamo che l’Associazione fornisce a tutti gli associati una pre-analisi gratuita di tutti i mutui e finanziamenti.

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oppure vieni a trovarci allo sportello “Amico” tutte le mattine dal MARTEDI’ al VENERDI’ dalle 9.30 alle 13.

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