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Notizia 27/12/2019

PRODOTTO DIFFORME DA QUELLO ACQUISTATO? COSA FARE







Vediamo insieme come comportarsi quando ci sono delle anomalie nel prodotto venduto, qualunque esso sia (mobilio, accessorio, vestiario...).

Dal 2002 è stato introdotto un concetto unitario di difformità che prevede in primo luogo la proposta di riparazione o sostituzione del bene (rimedi primari) e, in secondo luogo - alle condizioni contemplate dal comma 7 dell’art. 130 Codice del consumo – la risoluzione del contratto (rimedi secondari) ed il rimborso di quanto pagato.

In particolare, al riguardo, l’art. 130 del cod. cons. prevede che “il consumatore ha diritto al ripristino, senza spese, della conformità del bene mediante riparazione o sostituzione”, mentre si potrà ricorrere direttamente alla risoluzione del contratto, nel caso in cui:

• la riparazione e la sostituzione sono impossibili o eccessivamente onerose;

• il venditore non ha provveduto alla riparazione o alla sostituzione del bene entro il termine congruo (comma 5);

• la sostituzione o la riparazione precedentemente effettuata ha arrecato notevoli inconvenienti al consumatore” (comma 7).

La nostra casistica ci dice che spesso i negozianti propongono un nuovo acquisto riducendo magari del 50% il prezzo originario.

Questo “non è commercialmente corretto”, infatti in linea generale si ha diritto alla sostituzione del bene difforme e, laddove non sia possibile, al rilascio di un buono d'acquisto pari al valore dell'importo sborsato.

Vieni a trovarci insieme adotteremo la strategia migliore.

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Notizia 27/12/2019

“OFFERTE WINBACK” : WIND TRE E VODAFONE NUOVAMENTE SANZIONATE PER 9,3 MILIONI DI EURO


Ebbene si, piovono ancora multe sui gestori telefonici per scorrettezze commerciali ai danni dei consumatori che avevano convinto a ritoranre con loro.

Le offerte winback “apparentemente” erano offerte “personalizzate” inviate da Wind-Tre e Vodafone, a partire da giugno 2018, ai clienti che avevano deciso di cambiare operatore.

Per i consumatori che hanno deciso di aderire più che un “bentornato” è risultato essere "un amaro boccone".

I due gestori telefonici in questione, per rifidelizzare i clienti persi, hanno inviato frequenti SMS mettendo in risalto le offerte del piano tariffario ma omettendo completamente i costi ed i vincoli di fruizione delle offerte tra cui i costi di attivazione, il costo della SIM, i vincoli contrattuali sulla durata minima e le penali per il recesso anticipato.

I servizi a pagamento attivati agli IGNARI utenti (e quindi senza il loro consenso) sono:

per VODAFONE:
- i GB di Riserva
- Rete sicura
- Smart Passport+.

Per WIND TRE:
- segreteria telefonica
- Ti Ho Cercato
- ricevuta di ritorno SMS
- 4GLTE per i servizi a marchio TRE.

In tali condotte l'AGCOM ha rilevato violazioni dell'art. 22 del Codice del Consumo, dove Wind-Tre e Vodafone hanno negato un'informativa chiara e completa al consumatore impedendo, allo stesso, di scegliere i servizi a cui aderire in fase di sottoscrizione (ci sono stati consumatori che hanno riferito di aver subito addebiti di € 20-30 all'attivazione).

Di seguito il link con i provvedimenti dell'AGCOM
https://www.agcm.it/media/dettaglio?id=27e5ace2-addc-4b3b-b4a1-a43eff22356epo

Se sei tra i clienti “rientrati” con le offerte “Winback” ti aspettiamo per valutare la possibilità di essere risarcito.

L'Amico del Consumatore informa, tutela ed opera con i consumatori.






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Notizia 27/12/2019

FATTURAZIONE A 28 GIORNI.......ARRIVANO I RIMBORSI?


Parliamo ancora di fatturazione illegittima a 28 giorni (AGCOM delibera 121/17/CONS) applicata dalle compagnie telefoniche.

Finalmente è tempo di rimborsi, ma c'è ancora tanta confusione, infatti le compagnie telefoniche “bombardano” gli utenti proponendo come rimborso servizi accessori in luogo dei rimborsi monetari (per i gestori ad impatto zero rispetto al rimborso economico).

Gli utenti che vogliono ottenere il rimborso economico (circa una mensilità) hanno diritto ad uno storno dall'importo della fattura pari ai giorni erosi nel periodo della fatturazione a 28 giorni.

Se si è ancora clienti della stessa compagnia telefonica il rimborso DOVREBBE avvenire automaticamente (consiglio: controllate la fattura e se il rimborso manca fatene richiesta scritta).

Se avete cambiato gestore, avete comunque diritto al rimborso dal gestore precedente ma, in questo caso, per ottenerlo dovete farne obbligatoriamente richiesta scritta.

L'amico del Consumatore offre gratuitamente, a tutti i suoi associati, l'assistenza per ottenere gli eventuali rimborsi in tempi radipi.






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Notizia 11/12/2019

PARLIAMO DI ....BOLLETTE PAZZE !!!


📣 📣 Un recentissimo emendamento alla manovra di Bilancio IMPONE ai gestori di servizi di telefonia, energia elettrica, gas, acqua e Internet 👉 IL RIMBORSO DEL PAGAMENTO NON DOVUTO effettuato eventualmente dal consumatore e una PENALITA' DEL 10% sul pagamento stesso, DA VERSARE IN FAVORE DEL CONSUMATORE vittima della bolletta irregolare.

Dunque, in caso di fatturazione errata ovvero in caso di violazioni relative alle modalità di rilevazione dei consumi, di esecuzione dei conguagli o di fatturazione nonché per addebiti di spese non giustificate e di costi per consumi, servizi o beni non dovuti, ➡️ L'UTENTE “HA DIRITTO AD OTTENERE, oltre al rimborso delle somme eventualmente versate, ANCHE IL PAGAMENTO DI UNA PENALE PARI AL 10% DELL'AMMONTARE CONTESTATO E NON DOVUTO e, comunque, per un importo non inferiore a € 100 💰.

👉 Sperando che l'emendamento possa diventare legge, imponendo sanzioni anche più pesanti, l'Associazione Amico del Consumatore ricorda che sono tanti i rimedi per evitare i soprusi per il consumatore. Tanto per iniziare, si deve ricordare il fondamentale principio per cui, in materia di contratto di somministrazione (energia, telefonia …) GRAVA SUL FORNITORE l’onere della PROVA di avere effettivamente erogato il servizio / bene e di averlo fatto nella misura sottesa alla relativa fatturazione.
In difetto di tale prova, la pretesa del fornitore/somministrante non potrà che essere disattesa (Tribunale di Grosseto, sentenza n. 913/18 del 30 ottobre 2018)

Se la bolletta è pazza, non diventare pazzo! Agisci con noi e scopri tutte le armi a difesa del consumatore.






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Notizia 04/12/2019

PARLIAMO DI BANCOMAT E DI RESPONSABILITA' DELLA BANCA


FURTO DEL BANCOMAT..
TESSERA INCASTRATA NELL'APPARECCHIO..
LA BANCA o LE POSTE NON SONO ESENTI DA RESPONSABILITA'





Hai subito il furto del bancomat con conseguente danno economico?
Hai il diritto di richiedere il risarcimento all'ente emittente (banca o ufficio postale), denunciando tempestivamente l'accaduto (24/48 ore).

Anche nell'ipotesi in cui la tessera rimanga incastrata nell'apparecchio, denuncia immediatamente l'accaduto alla banca/posta.
Nel caso in cui non ne fossi rientrato subito in possesso ed il bancomat fosse stato usato in modo fraudolento da ignoti, sappi che l'istituto emittente ne è responsabile.
Lo stabilisce la Cassazione (fra le altre, n. 806/2016) in virtù del canone di diligenza del comportamento degli istituti bancari (art .1176, 2 co. c.c.)

Se sei vittima di tali furti, non tutto è perduto.
Ricordati che, dopo la segnalazione ed il blocco della carta, spetta alla banca dimostrare che l'utilizzo fraudolento della carta non è dovuto alla inefficacia delle misure di sicurezza bancarie.

Siamo sempre al servizio del cittadino, l'Amico del Consumatore vi aspetta per ogni necessità.


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